Adrano, crisi societaria senza uscita

Serie D

Non si accenna a placare la crisi dell'Adrano. Sul campo la squadra non va così male: nonostante la sconfitta interna con l'Avellino, infatti, i siciliani mantengono una posizione di metà classifica, ma a tenere banco sono le questioni societarie. Proprio nell'imminenza della gara con gli irpini, il gruppo di Carlo Pascucci aveva diffuso un comunicato per denunciare che "la situazione è invariata se non peggiorata se pensiamo al fatto che dopo le dimissioni del direttore sportivo e del vice presidente ancora ad oggi non sappiamo con chi affrontare i nostri problemi. La nostra maggiore preoccupazione è che i giovani in età di lega, ragazzi di 18 anni, non siano costretti a dover lasciare gli alloggi per inadempienza da parte della società relativamente al pagamento dei canoni di locazione". La nota precisa poi che per "una forte etica professionale è nostra ferma intenzione continuare ad adempiere ai nostri doveri di calciatori e quindi effettueremo gli allenamenti e le gare previste dal calendario; è però opportuno mettere a conoscenza coloro che ci sostengono dal lato sportivo che le condizioni in cui versiamo non ci mettono nella posizione di poter svolgere al meglio l'attività sportiva agonistica. E' chiaro che laddove non riusciamo a nutrirci quotidianamente in modo corretto le nostre prestazioni fisiche sono fortemente compromesse non avendo la possibilità di accedere al servizio di ristorazione presso una mensa e non avendo la possibilità di autosostenerci a causa del mancato pagamento dei rimborsi spese; siamo il più delle volte costretti a mangiare pizza o panini". Insomma, una situazione difficile che ha spinto i biancazzurri ad adottare una forma plateale di protesta ritardando la discesa in campo di 15 minuti in occasione proprio della sfida coi biancoverdi. La stessa tifoseria locale non ha mancato di far sentire la propria voce, accedendo sugli spalti quando la gara era già iniziata da mezzora. Successivamente, i tifosi hanno iniziato a contestare la società e le istituzioni cittadine, decidendo di abbandonare le gradinate nella ripresa. Alcuni giorni fa si erano dimessi il direttore sportivo Francesca Grigorio ed il vice presidente Agatino Valastro, dopo la "fuga" del patron Fabio Calì.  

Fonte: 

Redazione AGC

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